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Il ruolo dell’attaccante nel calcio moderno

L’attaccante e i suoi compiti

Nel calcio moderno non sono importanti solo i gol

È sufficiente guardare in televisione la riproposizione di una partita di calcio degli anni ’80 o ’90 per rendersi conto di come questo sport si sia evoluto in maniera sostanziale nel tempo. Con questo non si intendono sottolineare solamente i cambiamenti dal punto di vista della velocità di gioco, ma anche quelli che hanno riguardato la tattica.

In particolare, l’aspetto più interessante è quello che coinvolge il ruolo dell’attaccante. A sua volta, il cambiamento della sua posizione in campo si è accompagnato ad una variazione delle sue caratteristiche tecniche. Se, una volta, l’attaccante era indicato come “centravanti”, nell’ultimo decennio tale definizione sembra decisamente troppo stretta per descrivere i compiti che si trova a dover effettuare in campo.

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L’attaccante degli anni ’90

Finalizzatore del lavoro della squadra

Negli anni ’90, solitamente, le maggiori squadre presentavano sul terreno di gioco un attacco composto da due giocatori, uno dei quali fungeva da uomo di movimento, mentre il secondo aveva il compito di finalizzare l’azione, svolgendo il ruolo del “bomber”.

Possono essere ricordati, ad esempio, Del Piero e Trezeguet nella Juventus oppure, a livello internazionale, Raul e Morientes nel Real Madrid. La prima punta agiva, in pratica, solamente all’interno dell’area di rigore, con l’unico obiettivo di cercare la rete, senza avere altri compiti se non quello di evitare il fuorigioco.

Per tale motivo, il sistema di gioco più utilizzato era il 4-4-2, con un centrocampo disposto a rombo per proteggere in modo ottimale la difesa. Essendo sempre in area, gli esterni avevano il compito di effettuare per l’attaccante dei cross a ripetizione.

Una prima rivoluzione della figura dell’attaccante si è avuta, all’interno del calcio europeo, grazie ad allenatori quali Ancelotti, che ha introdotto il concetto di “verticalità” della figura della prima punta. Ad esempio, al Milan decise di chiedere a Shevchenko di effettuare un maggiore movimento, rinunciando alla staticità tipica degli attaccanti.

La nuova posizione dell’attaccante

La partecipazione al gioco della squadra e l’importanza del movimento

Questo ha portato il “fulcro del gioco” ad essere posizionato qualche metro più avanti, costringendo l’attaccante a partecipare in modo sicuramente più attivo rispetto agli anni precedenti. I primi ad effettuare perfettamente i movimenti richiesti da tale nuova filosofia sono stati Ibrahimovic e Rooney che, oltre a garantire un buon numero di gol, hanno iniziato a giocare anche fuori dall’area di rigore.

Inoltre, negli ultimi anni, ha assunto una grande importanza il ruolo dell’esterno d’attacco, che permette di creare spazi e di offrire un’opzione per effettuare triangolazioni. Attualmente, giocatori come Suarez sono il perfetto esempio di attaccante moderno, sia dal punto di vista atletico che da quello della capacità di lavorare per la squadra.